Com’è nato Swala

Siamo a Chikopelo Bwawani, un villaggio della Tanzania nella Regione di Dodoma, dove nel 2016 è stata inaugurata, anche grazie al Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, la Scuola di Arti e Mestieri “Don Carlo Leoni”, con lo scopo di favorire lo sviluppo dell’area.

Tra le materie insegnate c’è un corso di cucito.

Infatti, in molti paesi africani e non solo in Tanzania, cucire è un’attività diffusa sia tra gli uomini che tra le donne e garantisce un piccolo reddito.

Da qui nasce l’idea di Swala: produrre articoli da vendere in Italia e nei mercati locali per sostenere la scuola.

Cos’è oggi Swala

La produzione inizialmente è piccola e limitata alle shopper Chikopelo, ma ha da subito un buon successo e così si decide di creare un gruppo di donne (sarte e apprendiste) per esportare in Italia quanto da loro realizzato puntando a produrre articoli di qualità.

Questo gruppo vuole promuovere l’imprenditoria locale offrendo uno sbocco lavorativo ai diplomati nel corso di cucito.

Tutti i prodotti prendono il nome dai villaggi dove il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco ha in questi anni lavorato, sono realizzati con stoffe con fantasie molto colorate reperite nei mercati di Dodoma e distribuiti dal Twiga Etic Shop – Bottega del Mondo di Livorno.